Complessità ed analisi di resilienza nell’industria del software – parte quarta

160704 BL008E good-choiceL’articolo, quarto di una serie, propone un approccio recente alla verifica della validità del modello di business nel tempo.

La definizione del modello di business permette, fra l’altro, di individuare quali sono le variabili fondamentali che l’imprenditore deve tenere sotto controllo per capire la bontà delle scelte ma anche per verificare se da un lato il mercato risponde alla proposta di valore che l’impresa propone, ma dall’altro se la infrastruttura deputata alla creazione del valore è sufficientemente solida e stabile per garantire continuità all’impresa.

Nei primi post abbiamo introdotto il concetto della complessità, il suo impatto nel controllo dell’impresa, la metodologia da implementare per la sua misurazione, in questo descriveremo quali sono gli strumenti applicabili per fornire risultati apprezzabili.

 

Gli studi sulla complessità dei sistemi applicati al “sistema impresa” sono  recenti ed affrontati da diversi autori ed in particolare dall’Ing. Jacek Marczyk, co-founder di Ontonix Srl, con cui abbiamo avviato una collaborazione professionale e questo post trae spunto dai suoi studi e dai libri da lui pubblicati.

 

Gli strumenti

Per analizzare con sistematicità la misura della complessità occorre utilizzare appropriate  tecniche per affrontare i vari passi metodologici. Alcune di queste sono disponibili da lungo tempo nel mercato, per cui l’accenno che faremo sarà indicativo sul tipo di strumenti da utilizzare

Riprenderemo pertanto lo schema metodologico proposto nel post precedente ed in ciascuna di esse indicheremo le tecniche ritenute da noi più idonee.

 

Definizione del contesto

160725 BL011E idef0La scelta del contesto è in funzione delle problematiche da affrontare e dalla possibilità di acquisire dati reali e consistenti. Riteniamo che utilizzare tecniche strutturate di analisi dei processi possa essere la scelta migliore. La nostra preferenza va su una tecnica, seppur datata, che permette di identificare quali sono i flussi informativi e fisici che insistono sul modello. L’utilizzo di IDEF0 ci permette di affrontare lo studio partendo dal contesto e scendere nei dettagli secondo un approccio scalabile, anche in tempi diversi, che abbraccia in modo organico il contesto da esaminare.

 

 

Definizione delle variabili

160725 BL011E idef1Le variabili da utilizzare che caratterizzano il nostro contesto ed il processo sul quale insistono devono essere anche quelle sulle quali abbiamo confidenza di poter disporre di dati consistenti ed in numero sufficiente per analizzare trends  e correlazioni. Le variabili possono essere individuate analizzando il contenuto dei flussi nella descrizione del processo, riteniamo importante in ogni caso costruire un modello delle informazioni che ci permetta di comprendere come esse sono relazionate tra loro attraverso i loro legami strutturali, per questo motivo ci affidiamo ancora una volta ad uno strumento legato alla famiglia Idef: IDEF1 che ci consente di descrivere il modello delle informazioni in modo semplice e chiaro.

 

Raccolta dei dati

Questa fase dipende dal Sistema Informativo Aziendale e dalla abitudine ad utilizzare strumenti di analisi applicabili nel contesto della Business Intelligence. La costruzione di un adeguato ETL in grado di disporre i dati in forma matriciale estraendo ciò che abbiamo individuato nei modelli precedenti sarà la chiave per fornire un input adeguato alla fase successiva di analisi della resilienza.

La valutazione della resilienza, proprio come qualsiasi altro indicatore, richiede dati. Poiché le valutazioni della resilienza sono elementi che riguardano gli affari  interni all’azienda, dovrebbero essere usati i dati che riflettono la vera performance del business su base periodica. Più accurati e veritieri sono questi dati più sarà credibile il valore fornito dalla valutazione. Quindi è interesse dell’azienda usare lo scopo che si vuole raggiungere il maggior numero di parametri significativi possibile. Questo è la fondamentale differenza tra la valutazione della resilienza ed i metodi convenzionali di valutazione, basati sull’uso di report come il bilancio che sono preparati ed interpretati una volta l’anno. Per calcolare la resilienza devono essere utilizzati dati operazionali e reali. L’input al modello di calcolo della resilienza è un semplice foglio excel.

 

Nel prossimo articolo esamineremo gli strumenti utili ad elaborare gli indicatori di resilienza e la valutazione della complessità.

 


iBDManagement è una rete internazionale di consulenti direzionali160427 iBDM LogoImage

che aiutano le imprese dell’ICT ad “organizzarsi”

e svilupparsi sia localmente sia nel mondo globale.

Ezio Vicario

Ezio Vicario

Ezio ha oltre 30 anni di esperienza lavorativa nell’ambito del management consulting con imprese italiane ed estere. Nella sua carriera ha attraversato vari ambiti nella consulenza e nei settori di mercato; partendo dall’ICT, proseguendo nel Change, Project  e Performance Management é giunto, negli ultimi anni, ad occuparsi di sviluppo strategico nell’ambito di progetti di Investment Banking e Mergers and Acquisitions

Contatto: ezio@iBDManagement.com

scarica pdf